Libri: C’erano bei cani ma molto seri di Alberto Spampinato – Casa Editrice Ponte alle Grazie

«In un Paese e in un mestiere dove sembrano emergere solo i ‘personaggi’, questo libro ci affida invece una persona vera, assassinata e ricostruita pezzo a pezzo, attraverso il suo lavoro, il ricordo di chi l’ha amata, e le responsabilità di chi l’ha spenta.» [Aldo Cazzullo]

‘C’erano bei cani ma molto seri. Storia di mio fratello Giovanni ucciso per aver scritto troppo’ di Alberto Spampinato, quirinalista dell’Ansa e consigliere nazionale della FNSI, pubblicato dalla Casa Editrice Ponte alle Grazie, racconta la storia di Giovanni Spampinato, il venticinquenne giornalista de «l’Ora» e de «l’Unità» ucciso a Ragusa il 27 ottobre 1972 «perché cercava la verità».

Giovanni Spampinato indagava sull’omicidio Tumino, un caso nel quale era coinvolto il figlio del presidente del tribunale di Ragusa, Roberto Campria, l’uomo che gli aveva dato un appuntamento e lo aveva poi freddato con sei colpi di pistola. In questo libro, il fratello, mosso da un dolore ancora vivo e da un’inesauribile sete di verità, dà voce a un dramma privato che si inquadra in quello collettivo dei tanti giornalisti uccisi perché «scomodi», da Giancarlo Siani a Cosimo Cristina, da Mauro De Mauro a Mauro Rostagno, da Giuseppe Fava a Beppe Alfano.

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c-erano-bei-cani-ma-molto-seri-storia-di-mio-fratello-giovanni-ucciso-per-aver-scritto-troppo-2022359.jpgTitolo: C’erano bei cani ma molto seri. Storia di mio fratello Giovanni ucciso per aver scritto troppo
Genere: Problemi e Servizi Sociali
Autore: Alberto Spampinato
Editore: Ponte alle Grazie
Anno:    2009
Collana: Testimonianza
Informazioni: pg. 291
Codice EAN: 9788862200462

Prezzo Book Shop: € 12,40
Prezzo di listino: € 15,50
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IL LIBRO – “C’era un campo di girasoli, e mangiavamo i semi ancora verdi. C’erano le mucche, e la sera facevano la ricotta… Il padrone di casa, o un suo figlio, era cacciatore. C’erano bei cani, ma molto seri. Un giorno legarono un cane in cortile, e stette lì forse per due giorni. Il cane ululava, si lamentava, era straziante. Ci dissero di non avvicinarci, aveva la rabbia. Poi lo abbatterono a fucilate. Ricordo l’odore della terra bagnata dagli acquazzoni estivi. Quell’odore mi inebriava“.

Così, ricordando la propria infanzia, scriveva nel 1971 il giovane giornalista ragusano Giovanni Spampinato, in una tragica e involontaria profezia: fu ucciso poco tempo dopo in circostanze ancora non chiarite. Come corrispondente dell'”Ora” di Palermo indagava su un omicidio e aveva cominciato a rivelare un perverso intreccio fra mafia, eversione nera e servizi segreti.

Il fratello minore Alberto, anche lui giornalista, affida oggi a queste pagine un toccante e inquieto ritratto della sua famiglia di origine e un’inchiesta sulle vere cause della morte di Giovanni; ma al contempo vi raccoglie un’indagine personale e profonda sulla storia culturale e sociale della sua terra, la Sicilia, e del nostro Paese: dalla seconda guerra mondiale all’impegno del padre per l’ideale comunista, dal regno incontrastato della cultura contadina alle nuove stagioni dell’industrializzazione e della contestazione, fino all’emergere dei poteri oscuri della reazione e della criminalità.

L’AUTOREAlberto Spampinato, è da dieci anni il quirinalista dell’ANSA. Ha iniziato l’attività giornalistica nel 1973 al giornale L’Ora di Palermo, di cui è stato capo della redazione romana.

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Libri: C’erano bei cani ma molto seri di Alberto Spampinato – Casa Editrice Ponte alle Grazieultima modifica: 2009-06-19T12:28:07+02:00da poetilandia
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