martedì, 18 novembre 2008
Emanuela Orlandi La verita' di Pino Nicotri
Nel libro, 'Emanuela Orlandi. La verità. Dai lupi grigi alla banda della Magliana', il giornalista Pino Nicotri ha condotto in modo serrato l'analisi non più rinviabile dei fatti, passando al setaccio tutti gli elementi della vicenda e il torbido contesto in cui si è svolta, compresi i giochi condotti dai servizi segreti della Germania comunista. Il vuoto assoluto di verità nel gioco di specchi tra Vaticano e "rapitori" lascia spazio alle messinscene più varie, fino alle frottole e imprecisioni veicolate da trasmissioni televisive e giornali.
I risultati concreti di questo periodico riaccendere le luci della ribalta sono ben diversi dallo sperato. Il primo è un incremento delle vendite dei giornali e dell’audience televisiva. Il secondo è continuare a poter parlare di rapimento, ieri per uno scambio con Alì Agca, l’attentatore alla vita di papa Wojtyla, oggi per conto del cardinale “banchiere di Dio” Paul Marcinkus, all’epoca anche responsabile della sicurezza personale di Wojtyla.
Il terzo è continuare a ignorare sistematicamente le conclusioni della magistratura italiana, che di fatto ha escluso la tesi del rapimento e che la vicenda Orlandi abbia qualcosa a che vedere con l’altra scomparsa cui sempre viene affiancata, quella cioè della coetanea Mirella Gregori. Il quarto è rinviare sine die una analisi razionale e spassionata dei fatti, onde scongiurare le inevitabili conclusioni: appare infatti chiaro che il vertice del Vaticano, compreso molto probabilmente Wojtyla, sapeva bene che non di rapimento si trattava, bensì di morte.
Se fino a mezzogiorno di quel 3 luglio si poteva infatti sperare che Emanuela tornasse a casa, dopo la sortita di Wojtyla non più: le parole del papa di fatto sarebbero equivalse a una condanna a morte. Concludere che Wojtyla e/o la Segreteria di Stato sapessero come in realtà stavano le cose è sconcertante, ma si tratta di una conclusione supportata in particolare da altri tre elementi, tutti documentati e interni al Vaticano.
Il primo è la assoluta mancanza di iniziative per aprire reali canali di comunicazione con i “sequestratori”. Il secondo è la scelta di “lasciare le cose come stanno”. Il terzo è il muro di bugie e omertà nei confronti della magistratura italiana. Un atteggiamento speculare a quello dei “rapitori”: il Vaticano tace e mente, i “rapitori” non forniranno mai la benché minima prova di avere l’ostaggio.
Il vuoto assoluto di verità nel gioco di specchi tra Vaticano e “rapitori” lascia spazio alle messinscene più varie, dall’entrata in campo sotto mentite spoglie dei servizi segreti di Berlino Est fino alle frottole e imprecisioni veicolate dai vari “Telefono Giallo”, “Novecento” di Pippo Baudo, “Chi l’ha visto?”, ecc. The show must go on.
15:26 Scritto da: poetilandia in Libri Problemi e Servizi Sociali | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: emanuela orlandi la verita, dai lupi grigi alla banda della magliana, libri problemi e servizi sociali, pino nicotri, baldini castoldi dalai, collana i saggi, libri | OKNOtizie |
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