mercoledì, 19 novembre 2008
'Ndrangheta di Francesco Forgione
''Ndrangheta. Boss, luoghi e affari della mafia piu' potente al mondo' di Francesco Forgione, edito da Baldini Castoldi Dalai, riproduce la prima relazione della Commissione Parlamentare Antimafia sulla 'ndrangheta, approvata all'unanimità il 19 febbraio 2008: contiene tutti i nomi dei boss e delle famiglie, le mappe delle presenze criminali in Calabria e le diramazioni nel Nord Italia e all'estero, il sistema degli affari legali, i rapporti con la politica e il mondo delle imprese per il controllo della spesa pubblica; le grandi truffe all’Unione europea e i circuiti del riciclaggio internazionale.
Una denuncia e un grido di allarme rivolto alle più alte cariche dello Stato, ma anche alla società civile perché non continui a girarsi dall’altra parte e costringa la politica ad assumersi le sue responsabilità. Quelle di oggi, come quelle di ieri, sono storie di presidenti di regione, sindaci, imprenditori, banchieri, deputati.
Omicidi, incontri con boss, scambi di favori e spartizioni di appalti. Storie di acqua, di rifiuti e di cemento. Di spioni di Stato e di talpe istituzionali. Sono vicende siciliane e nazionali, che rappresentano le tessere di un nuovo mosaico del potere e degli affari pubblici, dei rapporti sociali e dei processi di modernizzazione del Mezzogiorno, nei quali Cosa nostra continua ad esercitare una funzione egemonica, scegliendo di volta in volta interlocutori di destra o di sinistra.
Tra analisi politica e racconti giornalistici l'autore ci offre una testimonianza diretta dello scontro quotidiano tra mafia e antimafia.
15:32 Scritto da: poetilandia in Libri Problemi e Servizi Sociali | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (1) | Segnala | Tag: ndrangheta, boss luoghi e affari della mafia piu potente al mondo, libri problemi e servizi sociali, francesco forgione, baldini castoldi dalai, collana i saggi, libri | OKNOtizie |
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martedì, 18 novembre 2008
Emanuela Orlandi La verita' di Pino Nicotri
Nel libro, 'Emanuela Orlandi. La verità. Dai lupi grigi alla banda della Magliana', il giornalista Pino Nicotri ha condotto in modo serrato l'analisi non più rinviabile dei fatti, passando al setaccio tutti gli elementi della vicenda e il torbido contesto in cui si è svolta, compresi i giochi condotti dai servizi segreti della Germania comunista. Il vuoto assoluto di verità nel gioco di specchi tra Vaticano e "rapitori" lascia spazio alle messinscene più varie, fino alle frottole e imprecisioni veicolate da trasmissioni televisive e giornali.
I risultati concreti di questo periodico riaccendere le luci della ribalta sono ben diversi dallo sperato. Il primo è un incremento delle vendite dei giornali e dell’audience televisiva. Il secondo è continuare a poter parlare di rapimento, ieri per uno scambio con Alì Agca, l’attentatore alla vita di papa Wojtyla, oggi per conto del cardinale “banchiere di Dio” Paul Marcinkus, all’epoca anche responsabile della sicurezza personale di Wojtyla.
Il terzo è continuare a ignorare sistematicamente le conclusioni della magistratura italiana, che di fatto ha escluso la tesi del rapimento e che la vicenda Orlandi abbia qualcosa a che vedere con l’altra scomparsa cui sempre viene affiancata, quella cioè della coetanea Mirella Gregori. Il quarto è rinviare sine die una analisi razionale e spassionata dei fatti, onde scongiurare le inevitabili conclusioni: appare infatti chiaro che il vertice del Vaticano, compreso molto probabilmente Wojtyla, sapeva bene che non di rapimento si trattava, bensì di morte.
Se fino a mezzogiorno di quel 3 luglio si poteva infatti sperare che Emanuela tornasse a casa, dopo la sortita di Wojtyla non più: le parole del papa di fatto sarebbero equivalse a una condanna a morte. Concludere che Wojtyla e/o la Segreteria di Stato sapessero come in realtà stavano le cose è sconcertante, ma si tratta di una conclusione supportata in particolare da altri tre elementi, tutti documentati e interni al Vaticano.
Il primo è la assoluta mancanza di iniziative per aprire reali canali di comunicazione con i “sequestratori”. Il secondo è la scelta di “lasciare le cose come stanno”. Il terzo è il muro di bugie e omertà nei confronti della magistratura italiana. Un atteggiamento speculare a quello dei “rapitori”: il Vaticano tace e mente, i “rapitori” non forniranno mai la benché minima prova di avere l’ostaggio.
Il vuoto assoluto di verità nel gioco di specchi tra Vaticano e “rapitori” lascia spazio alle messinscene più varie, dall’entrata in campo sotto mentite spoglie dei servizi segreti di Berlino Est fino alle frottole e imprecisioni veicolate dai vari “Telefono Giallo”, “Novecento” di Pippo Baudo, “Chi l’ha visto?”, ecc. The show must go on.
15:26 Scritto da: poetilandia in Libri Problemi e Servizi Sociali | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: emanuela orlandi la verita, dai lupi grigi alla banda della magliana, libri problemi e servizi sociali, pino nicotri, baldini castoldi dalai, collana i saggi, libri | OKNOtizie |
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