venerdì, 19 giugno 2009

Libri: C'erano bei cani ma molto seri di Alberto Spampinato - Casa Editrice Ponte alle Grazie

«In un Paese e in un mestiere dove sembrano emergere solo i 'personaggi', questo libro ci affida invece una persona vera, assassinata e ricostruita pezzo a pezzo, attraverso il suo lavoro, il ricordo di chi l’ha amata, e le responsabilità di chi l’ha spenta.» [Aldo Cazzullo]

'C'erano bei cani ma molto seri. Storia di mio fratello Giovanni ucciso per aver scritto troppo' di Alberto Spampinato, quirinalista dell'Ansa e consigliere nazionale della FNSI, pubblicato dalla Casa Editrice Ponte alle Grazie, racconta la storia di Giovanni Spampinato, il venticinquenne giornalista de «l'Ora» e de «l'Unità» ucciso a Ragusa il 27 ottobre 1972 «perché cercava la verità».

Giovanni Spampinato indagava sull'omicidio Tumino, un caso nel quale era coinvolto il figlio del presidente del tribunale di Ragusa, Roberto Campria, l'uomo che gli aveva dato un appuntamento e lo aveva poi freddato con sei colpi di pistola. In questo libro, il fratello, mosso da un dolore ancora vivo e da un'inesauribile sete di verità, dà voce a un dramma privato che si inquadra in quello collettivo dei tanti giornalisti uccisi perché «scomodi», da Giancarlo Siani a Cosimo Cristina, da Mauro De Mauro a Mauro Rostagno, da Giuseppe Fava a Beppe Alfano.
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